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Bruno Salvatori, MIA. II Edizione - Roma – pagg. 192

 

miaA volte capitano per caso tra le mani piccoli regali che immediatamente catturano il cuore e la mente per tutto il tempo della notte. E le ore si fanno piccole leggendo un libro che inizia come un flacone da ingerire all’apparenza amaro, ma poi ha il gusto di fragola. “A qualcuno parrà di aver già vissuto questa storia”… o a qualcuno sembrerà una storia che debba accadergli per forza. Perché quando si parla di sentimenti, è impossibile non riconoscersi in quel disperante attaccamento a qualcuno che è destinato a sfuggire comunque. Struggente e bellissima questo romanzo d’amore tra un cinquantenne generoso e una trentenne alla ricerca dell’amore assoluto. Poteva essere una favola, ma l’amore è a volte una tragica illusione e questa storia diventa qualcosa di più e qualcosa di meno che una fiaba a lieto fine. Mia, un nome e anche il gesto di prendersi qualcosa, è l’affascinante protagonista dei sogni di Gianni, pronto a sopportare tutto pur di farsi amare. Una Lolita dei giorni nostri, quando l’adolescenza insegue ancora una trentenne-bambina alla ricerca del tuffo nello stomaco, affascinata dal suo professore, con gli occhi verdi striati d’oro come i laghi dell’Appennino. E come Lolita, Mia si dibatte tra essere e non essere fino ad incontrare la propria tragedia. In una clinica romana, dove vita e morte si incontrano di continuo, il professore si ritrova faccia a faccia con un cuore da ragazzino. Mia, presa e perduta, è infine un dono dell’Universo, poiché togliendo, dà. Una storia strana che parla del sentimento oltre la banalità di un finale scontato, lieto o triste che sia. Perché il finale è in realtà una domanda o, meglio, una speranza che ci ricorda quello che ci aspettiamo ancora dall’amore. Ancora, ad ogni età. Per questo il suo inizio è il programma di scrittura di Bruno Salvatori che ha intenzione di sussurrare all’orecchio del suo lettore questa vicenda delicata e triste. “Questa storia l’ho vissuta come protagonista, ma come cronista la narrerò.”
Perché l’amore è talmente pieno da non poter essere spiegato. Mostrarlo è tutto. Una storia adatta ai palati fini e alla sensibilità di chi si domandava che fine avesse fatto poi Lolita al nostro tempo.

Una scrittura semplice e scorrevole, piena di emozione e coinvolgente che si “dimentica” di essere ridondante per disegnare passo dopo passo l’evoluzione del sentimento tra due esseri umani e per mostrare le trame con cui il destino stringe chi ad amore si lega; poiché Amor ch’a nullo amato amar perdona…

 

 

 


GENERE:
Romanzo
Categoria Viaggiatore:
CHIC
chic

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