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Anna Macrì, Malamore. Quando il male marchia il ventre delle donne, Umberto Soletti Editore, Torino, 2017, pp. 112

€14,00

in-principio-era-doloreCattivo, disperato, solitario. Malamore è un libro scritto per fare male, per bucare la pancia e lasciare senza fiato dopo le prime cinque pagine.
Dopo quelle prime cinque pagine è un libro che si getta via, in preda alla paura e all’orrore. E poi, non passano troppe ore che si risente la necessità famelica di riprenderlo in mano, rileggere quelle prime cinque pagine, quella prima straziante storia di una donna mai più ritrovata e sepolta chissà dove ormai, per capire che tutte le maledette pagine del libro andranno giù come un boccone amaro nel giro di poco tempo.
Malamore sono dieci storie vere di donne che vivono, subiscono e ingoiano violenza. La loro sofferenza, la paura, il terrore della vita è cristallizzato in un momento solo e tutta la vita si riduce in cenere. L’autrice ascolta le loro vite, le introietta, le rivive e si ci fa male. Tanto.
Così le ributta fuori come un rivolo di parole che provengono direttamente da una coscienza ferita. Impossibile dire quanto lavoro sia stato necessario per digerire la vita vera di quelle storie e quanta fatica per la coscienza offrirle al pubblico, ma il risultato è un libro prezioso, unico, straordinario, che procede come un susseguirsi di voci disperate che dicono la verità. Quasi non c’è spazio per la pietà, poiché il dolore trafigge tutto. Gli autori che parlano di violenza di genere tendono a classificarla, a renderla commovente, ad intellettualizzarla per scoprire soluzioni ragionevoli, per porgerla al pubblico come un fenomeno sociale. Qui non c’è niente di tutto questo. Non c’è razionalità né ragione. Non si cerca neanche il torto. Si fa l’unica cosa che si può fare in certi casi: mostrare. La violenza, dice l’autrice, puzza, fa schifo, non si può digerire. Non si può spiegare né razionalizzare, si deve guardare in faccia poiché la società non è in grado né di giustificarla né di frenarla. La genera, piuttosto. Per questo, l’unico modo per spiegarla è appunto mostrarla per intero. Un’operazione di grande onestà intellettuale, quella di Anna Macrì, ma anche di grande originalità e impazienza. L’impazienza di chi vede e decide di svelare anche agli altri. Anzi, decide di svegliare gli altri con l’unico sistema possibile: un pugno nello stomaco. La bravura della scrittrice e attrice è tutta concentrata nella parola che buca il cervello, il cuore, lo stomaco e fa di questa opera non il solito saggio-inchiesta ma una vera opera d’arte sulla verità.
Malamore è difficile da leggere per l’immediatezza del suo linguaggio, delle sue immagini, della sua – ancora una volta – verità. Eppure, non esiste libro sulla violenza di genere che non arrivi più diretto e deciso al suo obiettivo. Merita di essere nelle biblioteche di tutti, accanto a titoli importanti, poiché è un libro scritto con l’anima e uno di quei testi che servono da lezione e non sbiadiscono mai.


GENERE:
Saggio
Categoria Viaggiatore:
AVVENTURA
avventura

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