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Il Nuovo Viaggio di Claudio Baglioni

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A cura di Salvo Aleppe 

Presentata in anteprima all’Hotel Cavalieri di Roma, la raccolta ha nome ConVoi. Claudio Baglioni torna sulle scene con una raccolta di inediti che segna un profondo cambiamento nel suo modo di creare e pensare la musica.
Chi conosce Claudio Baglioni sa bene che il suo percorso non è sempre stato facile. Così come non lo sono i sentimenti che racconta. Alle parole “cambiamento” e “percorso” che sono ricorrenti nelle sue canzoni, se ne può facilmente accostare una terza: “viaggio”. Il viaggio che moltissime volte rappresenta il tema principale per le sue narrazioni musicali, da In viaggio (appunto) a Cuore d’aliante, fino alle odierne Dieci dita e Isole del sud.

Quel viaggio che spesso è sinonimo di sacrifici, di rinunce, di sofferenza, di obbligo di proseguire. Ma anche di emozione, di forza, di speranza. Di gioia. Quel viaggio che per Baglioni è uno dei simboli ricorrenti della vita. Coi suoi imprevisti, i suoi sentieri che si incrociano, le sue direzioni che si allontanano. E quelle trasformazioni, quelle esperienze, che servono per scoprire tanto quello che ci circonda quanto ciò che sta al nostro interno.

Baglioni-in-Viaggio-1Nel descrivere la sua ultima fatica, Baglioni spiega che si è trattato di un lavoro difficile, a cui si è dedicato anima e corpo. Un lavoro che ha richiesto un’applicazione maniacale, che si è costruito anche sui tovaglioli, sulle costole dei libri, sui foglietti di carta. Dovunque lui appuntasse qualche parola utile alla composizione. E che alla fine lo ha fatto sprofondare in uno stato di depressione intensa. “Che l’ha svuotato, l’ha prosciugato di tutte le sue energie”, come egli rivela. Ma che poi lo ha soddisfatto, lo ha reso felice, come non gli capitava da tempo. In maniera simile a una purificazione, a un intenso viaggio interiore che dopo molti sforzi conduce a una meta, a un risultato. Forse imprevisto, forse insperato, ma di certo giusto.

A rafforzare la dimensione totalizzante del viaggio non contribuiscono soltanto i testi e i loro supporti visivi, ma anche lo stesso titolo del disco: è sufficiente sfogliare il libretto informativo contenuto nel cd per scoprire che ConVoi deriva da una modifica alla parola ‘convoglio’. Intesa come sogno infantile, che affascina e conduce verso mete inesplorate. Tra le quali ci può essere l’estremo Nord, alla nostra domanda: “C'è un qualche posto, in Italia o nel mondo, dove non sei mai stato e che avresti sempre voluto visitare?”, il cantante ha risposto senza esitazioni: “Si, l’Islanda. Vorrei andare in Islanda. Non so per quale motivo, ma mi ha sempre attirato”. Si è quindi avvicinato al cartellone promozionale che raccoglieva tutte le copertine degli album e ha rivelato: “L’Islanda è anche in una di queste immagini, ma non vi dico in quale”. Poi ha indicato il cortile interno di una casa coi balconi inghirlandati di edera e di fiori e ha scherzato: “Per esempio, questa sicuramente non è Islanda”. Claudio Baglioni non ha perso quell’umorismo nato dall’entusiasmo per la ricerca, la ricerca continua che sa ritrovare anche dopo il grande lavoro. Un impegno difficile, però appagante, capace di regalare delle emozioni uniche, legate all’idea di restare sempre in movimento che è un po’ la stessa di chi viaggia, di chi continua a muoversi.

Un’opera nuova, diversa, iniziata sette mesi fa e destinata a concludersi solo il prossimo anno, con la pubblicazione di un nuovo cd, che manterrà la stessa cifra artistica.

Baglioni-in-Viaggio-4La si è chiamata “opera nuova”, ma forse sarebbe meglio dire “rinnovata”: è qualcosa che ha preso forma gradualmente, e ha una struttura che è andata definendosi durante la sua stessa realizzazione.

Fin dal principio il proposito è stato quello di dedicare a ciascuna delle dodici canzoni due settimane di tempo, per poi diffonderle via internet man mano che venivano concluse. Di modo che, per quelle che sarebbero seguite, fosse sempre possibile, ma anche necessario, proporre qualcosa di diverso, inventare soluzioni stilistiche innovative. Le quali pescano da vari generi, dalla ballata al rhythm & blues; senza però dimenticare citazioni numerose, che vanno dagli anni ’60 alla fine degli anni ’90. Perché, ammette Baglioni, “lui non ne sa molto sull’offerta musicale degli ultimi dieci anni, ma gli sembra che vi sia sceso un Autunno pressoché uniforme”. “Sulla sua produzione compresa”.

Baglioni-in-Viaggio-2L’indipendenza dei brani e la volontà di renderli qualcosa di unico sono così marcati che ognuno è trattato come se fosse un album indipendente. Col proprio spazio, la propria attenzione e soprattutto la propria copertina. Copertina che di volta in volta immortala realtà conosciute, posti vicini, che potrebbero ritrovarsi sotto casa o dietro l’angolo, ma anche paesaggi aspri ed evocativi, scene di libertà, e meraviglie naturali che lasciano incantati.

Così, se Una storia vera si occupa delle presenze che danno senso all’esistenza ed è rappresentata da un sentiero costeggiato dai pioppi, E chi ci ammazza parla di una lunga amicizia e ha per immagine dei cavalli che galoppano a briglie sciolte in una prateria, mentre L’ultima cosa che farò riguarda la rabbia e il riscatto, ed è associata a una cascata schiumante che si abbatte sul suo letto roccioso.

Quella di Baglioni è stata una sorta di sfida che testimonia un punto di svolta della sua carriera, ma è anche l’indice di una sua chiara necessità: cambiare.

Scollarsi di dosso le etichette. Forse per avere nuovi stimoli, ma in particolar modo, dopo tanti successi, per ritrovare sé stesso. Per tornare in contatto con una dimensione più piccola, più contenuta. “Più intima”, come egli stesso ama definirla.

 

 

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